Fiscalità e costi del patrimonio

Imposta di bollo sugli investimenti e impatto sul FIRE

Il bollo è un costo legato al valore dei prodotti finanziari, anche senza guadagni realizzati. Nel simulatore lo 0,20% annuo iniziale diventa una riduzione mensile equivalente del patrimonio investito. Questa guida distingue la regola fiscale dalla proiezione e mostra come leggere il costo in accumulo e durante il FIRE.

In breve

  • Per i prodotti finanziari nel perimetro ordinario, il riferimento per il 2026 è il 2 per mille annuo; categorie e rapporti hanno regole proprie.
  • Il simulatore converte il bollo annuo con b_m = 1 − (1 − b_a)^(1/12), circa 0,016682% mensile con b_a = 0,20%.
  • In accumulo il bollo segue rendimento e apporti; nel FIRE segue vendita e rendimento sul saldo rimasto. Non dipende dalla plusvalenza realizzata.
  • Con 300.000 euro, nessun movimento e rendimento zero, dodici riduzioni mensili lasciano 299.400 euro: il costo del modello è 600 euro.
  • Il bollo del modello riduce il saldo senza ridurre il costo fiscale. La liquidità non investita esclusa in accumulo non è per questo fiscalmente esente.
  • Confronta saldo, PAC e copertura dei prelievi: il bollo non si traduce in un aumento identico del target per ogni metodo FIRE.

Il bollo riguarda il valore dei prodotti, non il guadagno

Per il 2026, la Tariffa del D.P.R. 642/1972, articolo 13, comma 2-ter e nota 3-ter indica il 2 per mille annuo, cioè lo 0,20%, per le comunicazioni sui prodotti finanziari nel suo perimetro. La base è il valore di mercato complessivo o, se manca, il valore nominale o di rimborso. Il presupposto non è la realizzazione di una plusvalenza: un investimento in perdita può quindi sostenere questo costo. Esistono esclusioni, fra cui le comunicazioni dei fondi pensione e dei fondi sanitari.

Qui consideriamo il portafoglio finanziario ordinario rappresentato dal simulatore. Non estendiamo la percentuale a tutti i risparmi o a ogni prodotto: conti correnti, assicurazioni, previdenza complementare, attività estere e cripto-attività richiedono verifiche specifiche e non sono modellati in dettaglio. L'articolo 4, comma 5, del decreto-legge 200/2025, testo coordinato differisce al 2027 la decorrenza del testo unico dei tributi indiretti: spiega perché il riferimento della guida per il 2026 resta la tariffa del D.P.R. 642/1972.

La rendicontazione reale non coincide con i mesi del modello

Per i prodotti ordinari, l'articolo 3 del decreto MEF 24 maggio 2012, commi 1–3 considera il valore al termine del periodo rendicontato, oppure al 31 dicembre se manca la rendicontazione. Il riferimento è l'anno civile e l'imposta viene rapportata al periodo; se mancano valore di mercato, nominale e di rimborso, si usa il costo di acquisto risultante dalle evidenze dell'intermediario. Le aliquote storiche nel decreto vanno lette con la tariffa vigente, non riutilizzate come aliquote attuali.

Cadenza del rendiconto, valorizzazione e modalità di addebito del rapporto reale possono quindi produrre importi diversi da una proiezione che sottrae un costo ogni mese. Il tasso mensile del simulatore non è una scadenza fiscale e il saldo di ogni mese non è necessariamente la base imponibile del rendiconto reale.

La circolare dell’Agenzia delle Entrate 15/E, sezione 2.1 distingue il conto corrente con funzione di servizio di cassa dai depositi con altra funzione. Questa distinzione conta anche quando una somma viene chiamata genericamente liquidità. La sua esclusione dal portafoglio investito nel simulatore non dimostra un'esenzione fiscale del rapporto nel quale è custodita. I chiarimenti storici della circolare non sostituiscono le aliquote della norma vigente.

Da 0,20% annuo al tasso mensile equivalente

La specifica fiscale del simulatore, sezioni 2–3 definisce il bollo annuo iniziale allo 0,20%, modificabile, e lo converte in un tasso mensile equivalente. Indichiamo con b_a il tasso annuo e con b_m quello mensile, entrambi in forma decimale: 0,20% corrisponde a 0,002.

b_m = 1 − (1 − b_a)^(1/12)
b_a = 0,002 → b_m ≈ 0,000166819640
b_m in percentuale ≈ 0,016681964%
(1 − b_m)^12 = 1 − b_a = 0,998

Dodici applicazioni sul saldo che resta producono una riduzione dello 0,20% quando non ci sono rendimenti né movimenti. Dividere semplicemente 0,20% per dodici darebbe circa 0,016666667% al mese: è vicino, ma non è la formula implementata. La differenza deriva dal fatto che ogni riduzione mensile agisce sul patrimonio già ridotto nei mesi precedenti.

Il bollo arriva dopo gli apporti o dopo la vendita

In accumulo il motore applica il rendimento al saldo iniziale, aggiunge PAC e apporti netti a fine mese, poi sottrae il bollo sul totale. Nel FIRE aggiunge gli eventuali capitali disponibili, vende quanto serve per il fabbisogno netto, applica il rendimento al patrimonio rimasto e infine sottrae il bollo. Sono i tempi della specifica fiscale, sezioni 4–6 e 13–14.

Accumulo:
saldo prima del bollo = saldo iniziale × (1 + rendimento mensile) + PAC + apporti
bollo del mese = saldo prima del bollo × b_m
saldo finale = saldo prima del bollo − bollo del mese

FIRE:
saldo dopo vendita = saldo iniziale + capitali ricevuti − vendita lorda
saldo prima del bollo = saldo dopo vendita × (1 + rendimento mensile)
bollo del mese = saldo prima del bollo × b_m
saldo finale = saldo prima del bollo − bollo del mese

Il bollo del modello è una riduzione diretta del saldo: non viene registrato come una vendita e non consuma il costo fiscale residuo. Nuovi apporti e vendite modificano invece quel costo secondo le regole proprie. La liquidità futura mantenuta non investita è esclusa dal bollo dell'accumulo; quando entra nel portafoglio FIRE, partecipa al saldo su cui il motore stima il costo.

Esempio: 300.000 euro senza rendimento o movimenti

Isoliamo il bollo con patrimonio iniziale e costo fiscale pari a 300.000 euro, bollo annuo 0,20%, rendimento nominale zero, inflazione zero e aliquota sulle plusvalenze impostata a zero. Non ci sono PAC, prelievi, rendite o capitali aggiuntivi. Sono input ipotetici, non una situazione fiscale personale. La formula precedente produce questa elaborazione del progetto:

PeriodoSaldo del modelloRiduzione rispetto a 300.000 euro
Primo mese299.949,95 euro50,05 euro
Dodici mesi299.400,00 euro600,00 euro
Trenta anni, 360 mesi282.512,39 euro17.487,61 euro
saldo dopo n mesi = 300.000 × (1 − b_m)^n
saldo dopo 30 anni = 300.000 × (1 − 0,002)^30

Il calcolo mantiene la precisione completa; gli importi sono arrotondati ai centesimi solo nella tabella. In questo scenario senza rendimento, la riduzione coincide con la somma dei bolli mensili. Non basta moltiplicare 600 euro per trenta: il saldo su cui si applica il costo si riduce nel tempo. Con rendimento positivo, il divario rispetto a uno scenario senza bollo includerebbe anche il rendimento non maturato sulle somme sottratte, e non coinciderebbe necessariamente con il totale dei bolli.

Un versamento e un prelievo cambiano la base mensile

Ripartiamo da 300.000 euro di saldo e costo fiscale per due esempi separati di un solo mese, mantenendo rendimento, inflazione e aliquota sulle plusvalenze a zero, bollo annuo 0,20% e nessun'altra risorsa. Nel primo esempio aggiungiamo un PAC di 1.000 euro; nel secondo finanziamo una spesa di 1.500 euro netti, che con aliquota zero richiede una vendita lorda dello stesso importo.

Voce del primo meseAccumulo con PACFIRE con prelievo
Movimento+1.000,00 euro−1.500,00 euro
Saldo prima del bollo301.000,00 euro298.500,00 euro
Bollo mensile equivalente50,21 euro49,80 euro
Saldo finale300.949,79 euro298.450,20 euro
Costo fiscale finale301.000,00 euro298.500,00 euro

Sono calcoli propri con le formule della specifica fiscale, sezioni 5–6, arrotondati solo per la lettura. Il PAC entra prima del bollo, mentre la vendita nel FIRE riduce la base mensile prima del bollo. Il costo fiscale finale differisce dal saldo perché la riduzione dovuta al bollo non lo modifica. Per l'altro meccanismo fiscale consulta la guida su plusvalenze e costo fiscale.

Il target FIRE non aumenta allo stesso modo in ogni metodo

Il costo ricorrente riduce il patrimonio disponibile e può richiedere maggiori versamenti per raggiungere un dato obiettivo. Con il metodo FINITE, che verifica una durata determinata, il bollo entra nella simulazione mensile usata per cercare il capitale sufficiente a coprire spese e saldo finale richiesto. Il suo impatto dipende quindi da durata, rendimento, prelievi e risorse.

Nel target SWR base, la regola è invece prima vendita lorda mensile × 12 / tasso di prelievo. Il motore non aggiunge il bollo a quella prima vendita. Il bollo resta presente nell'accumulo e nel decumulo; può incidere sul costo fiscale relativo, sul PAC e sui ponti con risorse future. Un target base invariato non significa che il costo sia assente o che il patrimonio basti fino alla fine. La specifica fiscale, sezioni 7 e 14 separa infatti il criterio del target dalla proiezione che può segnalare un fabbisogno non coperto.

Non sommare automaticamente lo 0,20% al tasso SWR e non aggiungere il bollo stimato una seconda volta alla spesa mensile già finanziata dal modello. Per isolare l'effetto usa due scenari uguali salvo il bollo; per valutare la copertura leggi anche la proiezione e gli eventuali mesi con patrimonio insufficiente.

Leggi il bollo come una stima distinta dal budget di spesa

Nel simulatore FIRE controlla il campo annuale del bollo e le risorse investite. Confronta prima saldo al FIRE, PAC richiesto e bollo in accumulo; poi verifica il percorso del patrimonio durante il FIRE. L'impostazione zero serve a un confronto didattico e non prova che il bollo non sia dovuto. La metodologia rende verificabili tempi, formule e limiti; la panoramica della tassazione nel FIRE completa il quadro.

Fonti consultate

Le fonti sono state consultate integralmente e registrate nel processo editoriale.

  1. Calcolo FIRE Italia — specifica della fiscalità semplificataCalcolo FIRE Italia · 23 settembre 2026 · SRC-2026-0002
  2. D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642 — Tariffa, parte I, articolo 13, comma 2-terRepubblica Italiana — Documentazione Economica e Finanziaria · SRC-2026-0013
  3. Decreto MEF 24 maggio 2012 — articolo 3, bollo sui prodotti finanziariMinistero dell'Economia e delle Finanze · 1 giugno 2012 · SRC-2026-0020
  4. Circolare 10 maggio 2013, n. 15/E — Imposta di bollo: risposte a quesitiAgenzia delle Entrate — Direzione Centrale Normativa · 10 maggio 2013 · SRC-2026-0019
  5. Decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200, articolo 4, testo coordinatoRepubblica Italiana — Gazzetta Ufficiale · 28 febbraio 2026 · SRC-2026-0014